Una nuova dimensione dell’ortodonzia chiamata 4D

Il 22 febbraio 2019 a Dusseldorf, Germania.

Quella è la data che ho scritto su questo blog. Quasi 4 anni dopo aver iniziato il mio progetto sui clear aligner dinamici 4D. Alla fine ho dovuto iniziare a scrivere qualcosa con l’approcciarsi della fase finale dello sviluppo prodotto. Una nuova dimensione nel campo dell’ortodonzia che si è dimostrato essere molto speciale per me nel corso di anni di duro lavoro.

Un ottovolante pieno di percorsi ambigui. Molte volte si è rivelato spaventoso per me e mi ha fatto decidere di smettere e rinunciare poiché pensavo che fosse una totale perdita di tempo.


Con i clear aligner 4D pronti a fare il loro ingresso sul mercato, sono assolutamente entusiasta delle grandi opportunità aperte da questa tecnologia per tantissimi pazienti in tutto il mondo che cercano una cura abbordabile e una soluzione ecologica.


I clear aligner anche chiamati dispositivi di allenamento ortodontici invisibili rappresentano un metodo molto unico e promettente per raddrizzare i denti come alternativa all’apparecchio ortodontico. Bisogna dare merito ad Align tech e nello specifico a Zia Chisti, uno dei cofondatori di Align tech nella sua fase embrionale.


I clear aligner vengono prodotti tramite tecnologia 3D di alta fascia partendo dalla scansione 3D di modelli mentali fino alla progettazione 3D dei movimenti dei denti, per passare poi alla stampa 3D delle fasi sequenziali tramite una stampante 3D infine alla termoformazione dei materiali plastici realizzati unicamente con TPU o PETG per concludere uno stampo di clear aligner.


Il mercato è cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni. Tuttavia, come uno schema comune visto nel mercato della maggior parte delle industrie, abbiamo commesso lo stesso stupido errore. Ci siamo concentrati sui guadagni e ci siamo dimenticati del nostro pianeta. Abbiamo adottato un modello business che è totalmente distruttivo per il nostro pianeta. Il problema economia Vs pianeta è stato in qualche modo ben evidenziato in un libro che mi è piaciuto leggere dell’autore Kate Worth. Lei ha coniato la terminologia “Doughnut economics” che usa per descrivere quanto sia fuorviante la nostra iniziale comprensione dell’economia e conseguentemente della crescita del business, dell’agilità e del Pil finale. Abbiamo appagato noi stessi, il nostro lavoro e la nostra cerchia in un circolo vizioso che funziona bene per rigenerare un reddito sempre migliore e per orientare la crescita in base al Pil.


Il denaro entra nelle tasche di fornitori e medici mentre la plastica viene scaricata nei contenitori dell’immondizia del pianeta. In media utilizziamo al momento circa 33.000 t di l’anno di plastica solo nel campo dei clear aligner!!

Questo secondo i miei calcoli approssimativi per il 2017 basati sulle stime della dimensione del mercato, sul numero di casi trattati e su un trattamento medio di 10 mesi. Tutto ciò senza contare i rifiuti plastici dell’imballaggio. Tutto questo finisce nell’oceano e va a costituire quasi lo 0,004% dei rifiuti plastici totali gettati nell’oceano in tutto il mondo ogni anno secondo le statistiche del 2017.

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